Patologia ATM

Disturbo Articolazione Temporo Mandipolare

Disfunzione articolare

visita controllo ATM

L’ articolazione temporo-mandibolare (ATM)permette il complesso movimento della mandibola, fondamentale per la masticazione e la fonazione. Si tratta di giunture molto delicate, il cui allineamento dovrebbe essere perfetto per non incorrere in fastidi e patologie. Se questo allineamento viene meno, i muscoli compensano con movimenti irregolari che, a lungo andare, rovinano l’articolazione.
La maggior parte dei disturbi temporanei dell’ATM può migliorare con dei semplici rimedi o medicinali da banco, ma qualora il problema fosse più grave potrebbe essere necessario un intervento chirurgico.

Sintomi comuni dei disturbi dell’atm sono:

  • Dolore alla mandibola o sensibilità del volto nella zona della mandibola, collo e spalle, e all’interno o intorno all’orecchio quando si mastica, si parla o si apre molto la bocca
  • Ronzio alle orecchie, dolore, problemi di udito
  • Vertigini

  • Mal di testa, mal di orecchie, mal di collo e spalle

  • Ridotta capacità ad aprire la bocca

  • La mascella si “blocca” a bocca aperta o chiusa
  • Click o altri rumori all’apertura o chiusura della bocca (​​possono essere o meno accompagnati da dolore)
  • Sensazione di affaticamento dei muscoli della faccia
  • Difficoltà nella masticazione o un improvviso disagio, come se i denti superiori e inferiori non chiudessero correttamente
  • I sintomi si verificano su uno o entrambi i lati del viso

Quando agli inizi degli anni ’80 il dott. Meersmann ipotizzò un rapporto tra occlusione e postura fu dai più considerato un “originale” e come tale le sue tesi furono accantonate dal mondo accademico come al solito arroccato sulle sue convinzione dogmatiche……….e questo è successo anche a me quando verso la fine di quella decade fantastica andavo predicando (nel deserto!) gli stessi principi dando soprattutto all’ortodonzia e alla protesi una valenza che andava oltre la “bocca”.

Oggi tale rapporto è dato per scontato e, anzi, si è arricchito di tante sfumature più o meno caratterizzanti (a volte anche fantasiose!).

Vero è che tale rapporto è ormai comprovato da decine e decine di lavori scientifici che utilizzano la EMG come elemento diagnostico oggettivo e che, quindi, dimostrano in maniera inconfutabile tale rapporto.

All’inizio degli anni ’90 alcuni pionieri di una branca tuttora poco conosciuta e cioè l’osteopatia provarono a riprodurre il lavoro EMgrafico attraverso la palpazione del cranio e a diagnosticare l’interferenza che l’occlusione dentaria poteva avere sul sistema neurologico posturale.

Nacquero così e si perfezionarono manovre atte a verificare quanto un’occlusione sbagliata potesse incidere sulla postura e sulle conseguenze sintomatiche che tale discostamento dalla “norma” provocava “ a distanza” (per es lombalgie, cervicalgie, cefalee etc.)

Ebbene questo lavoro lo abbiamo fatto e sostenuto per oltre un decennio e con sfumature sempre più sottili nella mia esperienza quotidiana in studio ho verificato la SUPREMAZIA del controllo osteopatico anche sull’EMG per la possibilità che le verifiche osteopatiche hanno di VALUTARE fin QUANTO l’occlusione sia causa di alterazione posturale o ne sia “vittima”.

Ciò non è poca cosa poiché ci permette di scegliere la cura più appropriata per quel paziente dando delle priorità che (è successo tante volte) una volta affrontate e risolte hanno fatto scomparire anche il sintomo per il quale il paziente era pervenuto alla mia osservazione.

In altre parole per esempio, un soggetto con malocclusione (quindi potenzialmente candidato ad ortodonzia o/e byte) e a pubalgia recidivante da disfunzione sacro iliaca può risolvere la situazione dolorosa senza assolutamente toccare un’occlusione(pur anomala) senza alcun intervento dell’odontoiatra con grande risparmio di tempo e danaro.

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