Lombalgia

LOMBALGIA e SPONDILOLISTESI

lombalgia

 

Il dolore lombare si manifesta con algie localizzate nel tratto basso della colonna, riducono la mobilità del paziente e incidono negativamente sulla qualità della vita.

Le problematiche che affliggono il tratto lombare sono di gran lunga le più “popolari” nel nostro studio.

Dai dati ricavati dai nostri trattamenti, siamo riusciti a ricavare il tempo medio di recupero che si attesta a circa 3 trattamenti per una riduzione fino al 60% del dolore e i 5 con un recupero del 95%.

Naturalmente il trattamento e la storia clinica del paziente seguono iter differenti che non possono essere facilmente protocollabili, il che è un bene in quanto assicuriamo al paziente un approccio singolo, personalizzato consentendo così di trovare il miglior rimedio e il miglior percorso per il raggiungimento del risultato.

Le cause più comuni di lombalgia sono attribuibili a sofferenze croniche, in genere tra l’anno e i tre anni, tra le cause specifiche, quelle con un discreto seguito sono i postumi di colpi di frusta non trattati correttamente.

Altre cause che provocano la sofferenza del tratto lombare sono ascrivibili a posture scorrette, stile di vita sedentario, carichi eccessivi sulla colonna stessa dovuti a eventi sporadici o frequenti magari in ambito lavorativo.

Il sistema sanitario nazionale è abbastanza critico sulle metodologie in voga per la cura del “mal di schiena” : “I sistemi sanitari europei, e quello italiano che ci riguarda direttamente, basati essenzialmente sul finanziamento pubblico –si legge in un articolo pubblicato dal dott. Pineto sul sito www.maldischiena.com - forniscono a tale problema soluzioni vecchie e costose, basate essenzialmente su terapie conservative, cioè le varie forme di terapia fisica, in gran parte dichiarate inutili dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, o in alternativa su interventi chirurgici”.

Un’interessante corrispondenza è quella che si nota tra interventi chirurgici in addome e lombalgia. Un’ aumento importante di mobilità e una riduzione della dolorabilità si sono verificate dopo l’approccio osteopatico alle cicatrici stesse. Tra i pazienti che si sono rivolti al nostro studio appendicectomie e cesarei sono le cause più comuni di cicatrici in addome.

Importante effetto “collaterale” del trattamento è la riduzione del 100% dell’utilizzo di FANS generici post trattamento osteopatico.

L’ultima considerazione è di notevole importanza clinica in quanto molti pazienti sono già sottoposti a stressanti cure farmacologiche ed evitare di aggiungere ulteriori stress farmacologici è un passo importante nel miglioramento della qualità della vita.

Le problematiche che affliggono il tratto lombare sono di gran lunga le più “popolari” nel nostro studio.

Dai dati ricavati dai nostri trattamenti, siamo riusciti a ricavare il tempo medio di recupero che si attesta a circa 3 trattamenti per una riduzione fino al 60% del dolore e i 5 con un recupero del 95%.
Naturalmente il trattamento e la storia clinica del paziente seguono iter differenti che non possono essere facilmente protocollabili, il che è un bene in quanto assicuriamo al paziente un approccio singolo, personalizzato consentendo così di trovare il miglior rimedio e il miglior percorso per il raggiungimento del risultato.

Le cause più comuni di lombalgia sono attribuibili a sofferenze croniche, in genere tra l’anno e i tre anni, tra le cause specifiche, quelle con un discreto seguito sono i postumi di colpi di frusta non trattati correttamente.

Altre cause che provocano la sofferenza del tratto lombare sono ascrivibili a posture scorrette, stile di vita sedentario, carichi eccessivi sulla colonna stessa dovuti a eventi sporadici o frequenti magari in ambito lavorativo.

Il sistema sanitario nazionale è abbastanza critico sulle metodologie in voga per la cura del “mal di schiena”: “I sistemi sanitari europei, e quello italiano che ci riguarda direttamente, basati essenzialmente sul finanziamento pubblico –si legge in un articolo pubblicato dal dott. Pineto sul sito www.maldischiena.com - forniscono a tale problema soluzioni vecchie e costose, basate essenzialmente su terapie conservative, cioè le varie forme di terapia fisica, in gran parte dichiarate inutili dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, o in alternativa su interventi chirurgici” .

Un’interessante corrispondenza è quella che si nota tra interventi chirurgici in addome e lombalgia. Un’ aumento importante di mobilità e una riduzione della dolorabilità si sono verificate dopo l’ approccio osteopatico alle cicatrici stesse. Tra i pazienti che si sono rivolti al nostro studio appendicectomie e cesarei sono le cause più comuni di cicatrici in addome .

Importante effetto “collaterale” del trattamento è la riduzione del 100% dell’utilizzo di FANS generici post trattamento osteopatico.

L’ultima considerazione è di notevole importanza clinica in quanto molti pazienti sono già sottoposti a stressanti cure farmacologiche ed evitare di aggiungere ulteriori stress farmacologici è un passo importante nel miglioramento della qualità della vita.

Problematiche lombari

Lombosciatalgia e spondilolistesi

La lombosciatalgia è un dolore del nervo sciatico che colpisce la zona vertebrale lombare e si estende fino ai glutei, gli arti inferiori e parte dei piedi. Si differenzia dalla lombalgia proprio perché in quest’ultima il dolore è localizzato soltanto nella zona lombare e sacrale e non si estende nella parte bassa del corpo.

E’ un disturbo molto comune - si calcola che circa il 40% della popolazione ne soffra o ne abbia sofferto – dovuto allo stile di vita adottato quotidianamente che ci porta a stare molte ore seduti in ufficio, a limitare l’attività fisica e ad assumere spesso nella postura posizioni scorrette.

Nella maggior parte dei casi, tuttavia, è dovuta a un’ernia discale che interessa il quarto o il quinto disco intervertebrale lombare e comprime la radice del nervo ischiatico o sciatico, il più grosso e lungo del corpo umano.

La spondilolistesi (od olistesi, erroneamente listesi) è lo spostamento in avanti di una vertebra rispetto alla vertebra sottostante.

Le vertebre più colpite sono la quarta e la quinta vertebra lombare. Tra la popolazione generali, la prevalenza di spondilolistesi è fra il 3 e il 7 %

In base alla patogenesi si classificano cinque tipi di spondilolistesi

Congenita

Istmica: frattura da stress dell'istmo vertebrale, come nei casi di sovraccarico in certi sport

Degenerativa

Traumatica

Patologica: inteso su base oncogena.

Sintomatologia

Il principale sintomo della lombosciatalgia è un dolore che si estende dalla zona dei reni alla muscolatura del gluteo e alla coscia, discendendo fino alla punta del primo e secondo dito del piede. Spesso è anche presente un formicolio o un bruciore. La lombosciatalgia può essere sia mono che bilaterale, può cioè manifestarsi sia solo da un lato che da entrambi.

I pazienti che soffrono di spondilolistesi lamentano dolori nella zona lombosacrale e sciatica. Tale dolore può irradiarsi anche agli arti inferiori ed essere aggravato da una compressione in corrispondenza della zona lesa. Nei casi più gravi si osservano deformità caratterizzate dall'accorciamento del tronco e dallo spostamento in avanti dell'addome.

Valutazione osteopatica

Mutuando test di clinica ortopedica si valuta il grado della problematica, su indicazione del medico si cerca di evitare l’intervento ortopedico chirurgico. In casi estremamente gravi la supervisione medica è necessaria.

 

Soluzione osteopatica

Tramite analisi scrupolosa anamnestica e semeiotica si prova a ricostruire una eziologia del trauma che ha portato alla condizione patologica, si valuta la condizione articolare dell’arto inferiore e del rachide in toto per stabilire il miglior assetto.

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