Cervicalgia

Problematiche Cervicali

e i fastidi accessori

cervicalgia

Un discorso analogo a quello fatto sulla lombalgia va fatto per la cervicalgia.

Le afflizione del tratto cervicale molto spesso sono multifattoriali, comportando una serie di fastidi “accessori” davvero molto seccanti per il paziente. Tra questi fastidi di contorno i più frequenti abbiamo visto essere la brachialgia, vertigini e emicranie o cefalee muscolo tensive.

Il trattamento osteopatico si è dimostrato particolarmente efficace nei soggetti afflitti da problematiche cervicali. Nel nostro studio si è potuto notare come in tutti i pazienti con cervicalgia a distanza di 1 trattamento nel 40% dei casi e di 2 trattamenti in un ulteriore 35% dei casi la mobilità è stato il primo parametro variato in maniera significativa.

Mantenendo costanti le tempistiche di valutazione dopo 4/5 sedute abbiamo visto come anche i fastidi “accessori” si siano ridotti sensibilmente.

Importante nota statistica è quella che concerne la cooperatività con l’otorino per la risoluzione delle vertigini: eliminate le problematiche strutturali che affliggevano la cervicale il paziente una volta intrapresa una cura farmacologica inefficace in passato riportava la totale risoluzione del sintomo vertiginoso. Ciò ci fa riflettere sull’efficacia di un lavoro complementare per la risoluzione del problema che è l’aspetto che ci preme di più.

Discorso analogo per le cefalee muscolo tensive (dicitura inesatta e riduttiva ma che permette di inquadrare meglio la sintomatologia). Riducendo le problematiche strutturali che interessano la cervicale, si è ridotta in maniera importante l’algia dei soggetti che presentavano caratteristiche comuni come ad esempio l’insorgenza della cefalea a livello della articolazione OAE ( porzione di giunzione cranio cervicale).

Nei pazienti in cui la cervicalgia si accompagnava da brachialgia o parestesie dell’arto superiore abbiamo notato come, lavorando su tutto il tratto concernente il plesso nervoso di competenza e liberando le “tensioni” a carico della base del collo, la dolorabilità si sia ridotta nel 90% dei casi e la parestesia nel 50%; interessante però notare come a controllo a lungo termine le parestesie si riducano nel 72% dei casi.

Cervicalgia

Un discorso analogo a quello fatto sulla lombalgia va fatto per la cervicalgia.

Le afflizione del tratto cervicale molto spesso sono multifattoriali, comportando una serie di fastidi “accessori” davvero molto seccanti per il paziente. Tra questi fastidi di contorno i più frequenti abbiamo visto essere la brachialgia, vertigini e emicranie o cefalee muscolo tensive.

Il trattamento osteopatico si è dimostrato particolarmente efficace nei soggetti afflitti da problematiche cervicali. Nel nostro studio si è potuto notare come in tutti i pazienti con cervicalgia a distanza di 1 trattamento nel 40% dei casi e di 2 trattamenti in un ulteriore 35% dei casi la mobilità è stato il primo parametro variato in maniera significativa.

Mantenendo costanti le tempistiche di valutazione dopo 4/5 sedute abbiamo visto come anche i fastidi “accessori” si siano ridotti sensibilmente.

Importante nota statistica è quella che concerne la cooperatività con l’otorino per la risoluzione delle vertigini: eliminate le problematiche strutturali che affliggevano la cervicale il paziente una volta intrapresa una cura farmacologica inefficace in passato riportava la totale risoluzione del sintomo vertiginoso. Ciò ci fa riflettere sull’efficacia di un lavoro complementare per la risoluzione del problema che è l’aspetto che ci preme di più.

Discorso analogo per le cefalee muscolo tensive (dicitura inesatta e riduttiva ma che permette di inquadrare meglio la sintomatologia). Riducendo le problematiche strutturali che interessano la cervicale, si è ridotta in maniera importante l’algia dei soggetti che presentavano caratteristiche comuni come ad esempio l’insorgenza della cefalea a livello della articolazione OAE ( porzione di giunzione cranio cervicale).

Nei pazienti in cui la cervicalgia si accompagnava da brachialgia o parestesie dell’arto superiore abbiamo notato come, lavorando su tutto il tratto concernente il plesso nervoso di competenza e liberando le “tensioni” a carico della base del collo, la dolorabilità si sia ridotta nel 90% dei casi e la parestesia nel 50%; interessante però notare come a controllo a lungo termine le parestesie si riducano nel 72% dei casi.

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